Concorso di idee per la valorizzazione delle rovine del castello di Roccamandolfi (IS). Il bando chiedeva di progettare una struttura turistica potenzialmente attrattiva per più tipologie di utenti: dagli amanti del lusso e dell'all-inclusive, a quelli del trekking, o a famiglie che desiderano essere completamente indipendenti nella loro quotidianità.  Lasciando peraltro ai progettisti la scelta se proporre una struttura ricettiva diffusa sul territorio piuttosto che concentrare le unità abitative/camere in un unico organismo edilizio. La soluzione avrebbe dovuto comunque consentire l'utilizzo delle strutture da parte di persone diversamente abili.

Il progetto proposto si fonda su due elementi ispiratori: la "fusione" estetica - e non solo - tra le rovine del castello e lo sperone montagnoso di roccia su cui risiede; la Storia della costruzione. Il primo ha indotto a scegliere una struttura ricettiva diffusa, il più possibile integrata con il contesto naturale. Il secondo ha suggerito la morfologia compositiva delle singole unità e le loro finiture esterne. Di probabile origine longobarda, il castello sopravvisse fino al 1270, quando venne demolito definitivamente per scelta di chi lo amministrava per via della difficoltà ad espugnarlo. Si pensò in sostanza che fosse meglio distruggerlo piuttosto che rischiare che potesse cadere in mani nemiche.

La soluzione di progetto ha inteso quindi "fotografare" il suggestivo scenario del castello appena demolito, con i resti delle sue mura sparpagliati lungo i pendii ai suoi piedi. Resti che nel progetto sono rappresentati dalle unità abitative, la cui morfologia è apparentemente casuale e non ripetitiva ed il cui aspetto è simile alle rocce su cui poggiano e di cui sono figli: tornando quindi al concetto di fusione tra Natura e Architettura già citato. Natura che divenne Architettura per l'uso dei materiali che mise a disposizione, Architettura che tornò alla Natura lungo la linea del tempo.

Il progetto propone una struttura ricettiva articolata come segue:

  • unità abitative di tipo alberghiero (prive di cucina) per due persone, alcune delle quali dotate di servizi di lusso: sauna, bagno turco e mini piscina idromassaggio;
  • unità abitative di tipo bed&breakfast/residenziale (con cucina) per 2/4 persone;
  • la creazione di una viabilità pedonale/ciclabile allineata alle curve di livello, lungo la quale sono disposte la maggior parte delle unità abitative;
  • un percorso pedonale interno ed esterno alle rovine del castello;
  • un piccolo blocco reception posto al piede dell'area di concorso;
  • una cabinovia terrestre su cremagliera, avente stazioni di fermata corrispondenti al blocco reception, alle vie di accesso alle unità e al castello;
  • la costruzione di un edificio destinato a bar e ristorante utile a fornire ai clienti i servizi di vitto altrimenti mancanti, ma aperto anche al pubblico esterno alla struttura ricettiva, in modo da aumentare l'attrattività del sito e quindi la sostenibilità economica della soluzione.

Scelte compositive di progetto:

  • a dispetto del loro aspetto apparentemente irregolare e casuale, tutte le unità abitative sono prefabbricabili, in quanto ottenute dall'estrusione di quattro diversi insiemi di rettangoli regolari, distorcendo poi lievemente i volumi così ottenuti. Ricavate le finestre, le quattro soluzioni di base possono essere specularmente duplicate lungo due assi, onde ottenere un totale di 16 moduli diversi tra loro, ampliando così la possibilità di meglio esporle rispetto alla posizione di posa e al Sole;
  • tutte le unità hanno finitura esterna in lattoneria metallica con finitura in zinco-titanio, per avvicinarsi al colore naturale delle rocce del sito e serramenti esterni con telai in alluminio e terrazzi esterni;
  • al fine di mantenere intatta l'impostazione generale di progetto della struttura diffusa, l'imponente blocco che ospita il bar-ristorante è stato ubicato alle spalle del castello, in posizione invisibile rispetto ai punti di vista ora possibili dall'attuale viabilità, sull'unico versante inadatto ad ospitare delle unità abitative per via della sua eccessiva pendenza;
  • l'edificio ristorante, pur essendo una presenza affatto mimetizzabile è stato curato nelle finiture esterne in modo da accompagnare i colori del contesto: vetrate verdi per accompagnare le macchie di vegetazione che si sono insinuate tra le rocce e - come in precedenza - parti in metallo con finitura in zinco-titanio. Le giunzioni irregolari disegnate tra i vetri di facciata intendono infine replicare le irregolari erosioni e fenditure verticali visibili nella roccia, formatesi in migliaia di anni.

 

Credits

Superficie lorda | Gross floor area:

2.043 mq

Data progetto | Design date:

02.2017 - 03.2017

Progetto | Design:

A  | SIGNS - Giovanni Rizzi

Collaboratori | Design team:

Chiara Oltrasi

Rendering:

Diego Varan